Eiaculazione precoce: identikit di chi va veloce
La prima ricerca europea
sull’eiaculazione precoce ha delineato l’identikit dell’eiaculatore
precoce italiano. Trentenne, impegnato, informato, ma non
abbastanza.
L’eiaculazione precoce è la più frequente disfunzione
sessuale maschile, con il 20% di italiani colpiti,
ma l’eiaculazione precoce è ancora circondata da falsi miti,
come è emerso dalla ricerca, dal nome eloquente, PE
Confidential Survey, presentata in occasione del 25° Congresso
dell’Associazione Europea di Urologia (EAU).
Lo studio, che ha confrontato 4500 uomini e donne di 9
paesi europei (Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Uk,
Francia, Finlandia e Svezia), è riuscito, così, nell’impresa di
delineare l’identikit del maschio italiano colpito da eiaculazione
precoce, spazzando via anche una serie di leggende metropolitane.
Chi soffre di eiaculazione precoce ha, prevalentemente, tra i
31 e i 40 anni ed è coinvolto in una relazione stabile
o di lunga durata (il 76%). Quindi l’eiaculazione
precoce non riguarda solo i giovani, alle prime esperienze sessuali, e
tanto meno i single alle prese con avventure occasionali.
L’eiaculazione precoce è un problema di comunicazione. Per tutti gli
altri è solo un problema di testa e di relazione. Ecco perché neppure la
metà di chi va veloce (meno del 40%) ha provato un rimedio e perché,
tra le soluzioni scelte, il farmaco prescritto dal medico sia
appannaggio di pochi, superato da creme, tecniche di
comportamento e esercizi fisici.
Ma l’uomo parla poco con il medico, un po’ per imbarazzo,
ma soprattutto perché non ritiene sia un problema di sua competenza, ma
anche perché vi è una certa sfiducia nei confronti dei
farmaci, ormai visti solo come una soluzione temporanea. L’italiano
è, insieme con i cugini spagnoli, il più aperto
e pronto a parlare (lo fa il 62%), soprattutto con la compagna
(40%).
I nostri connazionali, inoltre, stupiscono positivamente anche per la
loro voglia di informazioni: sono quelli che cercano
di saperne di più sull’eiaculazione precoce (65%) e la fonte di
informazioni prediletta è Internet (54%).
Crolla, infine, un’altra leggenda metropolitana: quella dell’uomo
latino (l’eiaculazione precoce è anche una
cosa culturale) preoccupato delle proprie performance
sessuali e non abbastanza della soddisfazione della compagna. Secondo la
ricerca gli eiaculatori precoci italiani sono addirittura più
preoccupati delle loro stesse partner, della soddisfazione
sessuale e della stabilità della coppia (il 55% contro il 29%).
E loro, le donne? Pur accomunate con le altre europee dal fatto di
fare meno sesso di quanto vorrebbero, le italiane sono le meno
frustrate d’Europa durante l’attività sessuale, ma anche tra le
più arrabbiate e quelle che si sentono meno in
colpa.
A volte, l’eiaculazione precoce può essere combattuta attraverso
programmi di cambiamento permanente. Senza dover assumere
farmaci che il più delle volte non risolvono il problema.
Informazioni sull'Autore
Ciao
sono Massimo Valente gestisco siti di educazione sessuale e
e-commerce come:
Comodo.it
il portale dei preservativi
Fonte: Article-Marketing.it

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